Il senso di una scarpa fatta a mano
A Trani, sulla costa adriatica della Puglia, c’è un laboratorio dove da tre generazioni le scarpe da cerimonia si fanno a piccoli lotti. Una scarpa industriale nasce in serie da migliaia di paia; una fatta a mano esiste perché qualcuno l’ha ordinata: c’è un artigiano che ha scelto la pelle al tatto, ha montato la suola, ha controllato ogni cucitura due volte.
«La differenza si sente al terzo passo: la nostra forma italiana si modella sul piede in pochi minuti. Quella pressata a stampo chiede al piede di adattarsi a lei, e dopo otto ore si sente.», Carlo, il modellatore
Se vuoi capire a cosa guardare le cuciture, il bordo della suola, la pelle: trovi tutto nella guida alla scarpa artigianale.
La firma tecnica: soletta in memory esclusiva, vera pelle, suola antiscivolo
Tutti i modelli della collezione integrano tre elementi. La soletta in memory esclusiva si modella con il peso del corpo e distribuisce la pressione su tutta la superficie dell’appoggio. La fodera in vera pelle dissipa l’umidità nelle stagioni calde e si adatta alla forma del piede con il passare delle ore. La suola in Tunit antiscivolo unisce la flessibilità del cuoio alla resistenza del sintetico e tiene su pietra di chiesa, parquet di villa, marmo di palazzo.
Il risultato pratico: i piedi non gonfiano, le caviglie reggono, la schiena non chiede tregua a metà serata. Per chi resta in piedi dalla cerimonia al taglio della torta, è la differenza fra arrivare al primo ballo sorridente o appoggiata a un parente.
I tre modelli più amati: Soraia, Tea e Aurelia
Soraia è la décolleté in tessuto luminoso con tacco di 9 centimetri a colonna: la silhouette pulita che cattura la luce delle candele e dei flash senza rubare la scena. La forma a colonna dà più stabilità di uno stiletto e la punta slancia senza pizzicare le dita. È la scelta più frequente delle damigelle e delle mamme che non rinunciano al tacco.
Tea è il sandalo con un solo inserto tubolare di strass sul collo del piede e tacco di 7 centimetri: un punto di luce coerente, non una pioggia di applicazioni. Il cinturino regolabile adatta la calzata ai piedi più sottili come alle piante più generose: è per questo che la scelgono spesso le mamme della sposa.
Aurelia è il sandalo gioiello con l’inserto di strass incrociato a X e tacco di 9 centimetri con plateau: l’altezza scenografica con un appoggio che non affatica, pensata per i matrimoni dove il dress code non lascia margine, abiti lunghi, palazzi storici, cerimonie serali.
Quale modello per il tuo ruolo
Se sei damigella, Soraia è la décolleté versatile per un abito chiaro coordinato; Tea aggiunge un punto di luce nei matrimoni all’aperto di primavera ed estate. Il gruppo può ordinare lo stesso modello in colorazioni coordinate: ne parliamo nella pagina dedicata a damigelle e invitate.
Se sei la mamma della sposa o dello sposo: Aurelia in argento o platino illumina gli abiti scuri delle cerimonie d’autunno e d’inverno; Tea accompagna gli abiti chiari d’estate e accoglie i piedi che chiedono rispetto.
Se sei invitata e non conosci il dress code, Soraia è la più trasversale; per colori e galateo c’è la guida dell’invitata perfetta. Se sei la sposa, esplora la collezione sposa, dove i modelli nascono solo in bianco e in avorio.
Il laboratorio di Trani, dal 1972
Il calzaturificio è stato aperto nel 1972 e tre generazioni dopo si lavora ancora nello stesso laboratorio, a un chilometro e mezzo dal centro storico di Trani: forme italiane numerate dal 34 al 42, il filo scelto per ogni modello, ogni colorazione fotografata dal vero, quello che vedi è quello che ricevi.
Puoi visitare l’atelier su appuntamento, il sabato anche senza, per provare la forma 38 e la 39 fianco a fianco. Se sei lontana, con La Calzata Perfetta bastano tre foto e tre misure: Carlo, il modellatore dell’atelier, risponde entro ventiquattro ore. Le spedizioni sono tracciate, in Italia e in Francia.
Le domande, una per una
In quanti giorni arrivano le scarpe da cerimonia?
Ogni paio nasce su richiesta nel laboratorio di Trani: la lavorazione standard richiede sette giorni lavorativi dalla conferma dell’ordine, più la spedizione tracciata in Italia e in Francia. Per gli ordini coordinati di più paia (il gruppo delle damigelle, per esempio) è bene calcolare dieci-quattordici giorni lavorativi.
Si possono personalizzare colori e materiali?
Sì, con la personalizzazione su foto reali: sul modello che ami scegli colore e materiale fra le colorazioni del laboratorio, blu notte, nero, platino, argento, rosa gold. Ogni modello è fotografato dal vero: quello che vedi è quello che ricevi. Per le richieste particolari, Carlo, il modellatore dell’atelier, risponde entro ventiquattro ore.
Le scarpe reggono davvero tutto il giorno?
Dentro ogni modello c’è la soletta in memory esclusiva, che si modella con il peso del corpo e distribuisce l’appoggio, insieme alla fodera in vera pelle e alla suola antiscivolo.
Perché una scarpa fatta a mano costa più di una industriale?
Perché ogni paio richiede ore di lavoro di un artigiano: la pelle scelta al tatto, il raso teso a mano, ogni cucitura controllata due volte. Una scarpa industriale nasce in serie da migliaia di paia; una fatta a mano esiste perché l’hai ordinata tu, nella tua taglia e nel tuo colore.
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