Una tomaia scelta al tatto
Nella primavera del 2025 il laboratorio di Trani presentava Levana, una scarpa in camoscio dal tocco di colore verde, nata dentro la linea Chiara: un capitolo che oggi non è più in catalogo, ma che ha lasciato lezioni precise. La tomaia si sceglieva come si fa ancora adesso: con le mani prima che con gli occhi.
Il camoscio si accarezza contropelo: se torna a posto da solo, è quello giusto. Solo allora si taglia.
Dentro, una fodera in ecopelle con maglina morbida accompagnava il piede: niente sfregamenti, niente cuciture che si fanno sentire. Ogni cucitura, allora come oggi, si controlla due volte.
Quaranta millimetri di leggerezza
La suola di Levana misurava 40 millimetri: un rialzo di quattro centimetri che slanciava la figura senza spostare il peso in avanti. Materiale ultraleggero, fondo antiscivolo, flessibilità vera: il piede si muoveva, la scarpa seguiva. Era pensata per le giornate lunghe, quelle che non concedono pause.
Da quel modello l’atelier ha portato via un principio che non ha più abbandonato: la leggerezza si costruisce. Si ottiene scegliendo i materiali giusti e togliendo tutto quello che non serve.
Dove vive oggi la lezione di Levana
Levana non si produce più, e non torna. Ma la morbidezza imparata sul camoscio è la stessa che oggi trovi nella collezione cerimonia: pellami scelti al tatto, la soletta in memory esclusiva dentro ogni modello, taglie dalla 34 alla 42. Se vuoi capire da vicino cosa distingue una scarpa fatta a mano, la guida alla scarpa artigianale racconta ogni passaggio del laboratorio.
Le domande, una per una
Il modello Levana è ancora disponibile?
No. Levana apparteneva a una linea che non è più in catalogo e il laboratorio ha scelto di non riprodurla. La sua eredità però non è andata perduta: la leggerezza della suola e la fodera che accoglie il piede sono confluite nei modelli da cerimonia che trovi oggi nella collezione.
Cosa ha imparato l’atelier dalla lavorazione del camoscio?
Che la mano decide prima degli occhi. Il camoscio si sceglie al tatto, verso per verso: se il pelo torna a posto da solo, la superficie è quella giusta. Quel criterio, affinato su Levana, è lo stesso con cui oggi si scelgono raso e pellami della collezione sposa e cerimonia.
Le scarpe attuali hanno la stessa soletta di Levana?
Sì, nel principio. Levana montava una soletta con strato in memory; da allora il laboratorio l’ha resa una firma: oggi ogni scarpa della collezione ha la soletta in memory esclusiva. Il piede appoggia, il peso si distribuisce, la serata arriva in fondo senza pedaggi.
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