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E ora che scarpe metto? La scuola delle invitate

Sposa & Cerimonia · 28 luglio 2025

La risposta in breve. Per un matrimonio servono scarpe che reggano dodici ore: un tacco stabile e fasciato, materiali che si adattano al piede, una soletta interna che ne ricorda la forma. È la lezione che le invitate hanno insegnato al laboratorio di Trani, e che oggi ritrovi nella collezione cerimonia dell'atelier, dalla taglia 34 alla 42.

Décolleté argento dell'invitata sotto un pantalone nero, su un pavimento in pietra

La domanda che arriva subito dopo l’abito

Quando arriva l’invito a un matrimonio il primo pensiero va all’abito. Il secondo, quello vero, arriva poco dopo: e ora che scarpe metto? Le ore in piedi, il prato, il selciato del sagrato, i balli fino a tarda sera. Una festa dura più di una giornata di lavoro, e il piede lo sa prima di te.

Nell’estate 2025 il vecchio blog del laboratorio rispondeva a questa domanda con cinque modelli della linea Chiara. Quella linea oggi non c’è più, ma quello che ci ha insegnato sulle invitate è rimasto tutto.

Cinque scarpe, una scuola

Traméa aveva un tacco da 50 millimetri che dava stabilità sul selciato. Alisea vestiva leggera sotto gli abiti pastello. Austra e Brezia lavoravano su struttura flessibile e tomaie traspiranti, per le cerimonie all’aperto. Eolia usava materiali che si modellavano da soli sulla forma del piede.

Nessuna di queste scarpe esiste ancora. Ma ognuna ha lasciato un pezzo di sapere: il tacco che regge il terreno, la tomaia che respira, la calzata che non costringe. Sono i criteri con cui oggi nascono i modelli cerimonia dell’atelier.

Quello che resta, lo trovi nella collezione cerimonia

Oggi ogni scarpa esce dal laboratorio di Trani con la soletta in memory esclusiva. Trovi i modelli attuali nella collezione cerimonia e le idee per abbinarli nella guida dell’invitata perfetta. E se la festa prevede balli, c’è una guida per ballare tutta la sera senza togliersi le scarpe.

Le domande, una per una

Come faccio a non soffrire con i tacchi al matrimonio?

Scegli un tacco stabile e fasciato, non troppo alto, e una scarpa che dentro abbia una soletta capace di prendere la forma del piede. Indossala qualche ora nei giorni prima per ammorbidirla. Con questi accorgimenti si arriva a fine serata senza cercare la sedia: e senza scarpe in mano.

Serve davvero una seconda scarpa per il ricevimento?

Se la scarpa è scelta bene, no. Il cambio a metà festa nasce da tacchi troppo alti o calzate che costringono il piede. Una scarpa con appoggio stabile e soletta in memory regge dalla cerimonia al taglio della torta.

Un’invitata può mettere scarpe bianche a un matrimonio?

Meglio di no: il bianco e l’avorio restano riservati alla sposa. Un’invitata ha però tutta la tavolozza rimanente (blu notte, platino, argento, rosa gold) e con la personalizzazione su foto reali può scegliere colore e materiale del proprio modello, così la scarpa si accorda davvero all’abito.

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